Home Notizie Hold Onto Me, il debutto di Myrsini Aristidou è la candidatura Oscar di Cipro

Hold Onto Me, il debutto di Myrsini Aristidou è la candidatura Oscar di Cipro

Hold Onto Me, debutto della regista Myrsini Aristidou, è la candidatura ufficiale di Cipro agli Oscar 2027. Un dramma padre-figlia con Maria Petrova e Christos Passalis.

8 Novembre 2026 01:36

Cipro entra nella corsa agli Oscar con un film d’esordio che ha già attirato l’attenzione internazionale: Hold Onto Me, scritto e diretto da Myrsini Aristidou, è la candidatura ufficiale dell’isola per il premio Best International Feature Film alla 99ª edizione degli Academy Awards. Non si tratta di una selezione qualunque: è la prima volta nella storia che Cipro presenta ufficialmente un film per questa categoria degli Oscar.

La prima volta di Cipro agli Oscar

Il dato storico è difficile da ignorare. Hold Onto Me non è soltanto il debutto alla regia di Myrsini Aristidou — è anche il primo film cipriota mai inviato ufficialmente alla competizione per il miglior film internazionale agli Academy Awards. Una doppia prima volta che carica il progetto di un peso simbolico non indifferente, al di là dei suoi meriti cinematografici.

La selezione è stata annunciata attraverso i canali ufficiali della produzione cipriota, con il film candidato agli Oscar del 2027. Per un paese di dimensioni ridotte e con un’industria cinematografica ancora in via di consolidamento, una presenza nella corsa all’Oscar — anche solo nella fase di selezione nazionale — rappresenta un momento significativo per l’intera scena audiovisiva locale.

Un dramma padre-figlia con due esordi nel cast

Al centro di Hold Onto Me c’è una storia semplice nella sua premessa ma densa di implicazioni emotive: una bambina di undici anni che non ha mai conosciuto suo padre si trova ad affrontarlo quando quest’ultimo arriva in città. È un dramma padre-figlia che lavora su dinamiche familiari universali, costruito attorno a due performance che costituiscono esse stesse una scommessa produttiva.

→ Leggi anche: Apart di Stelana Kliris: il dramma cipriota e sudafricano che sfida la dicotomia noi-loro al PÖFF

Nel ruolo della protagonista c’è Maria Petrova, alla sua prima esperienza davanti a una macchina da presa. Affidare il peso narrativo di un film d’esordio a un’attrice anch’essa al debutto è una scelta rischiosa, ma è esattamente il tipo di decisione che definisce la visione di una regista disposta a costruire il proprio cinema su basi non convenzionali.

A fare da contraltare alla giovane Petrova c’è Christos Passalis, volto noto al pubblico cinefilo internazionale per la sua partecipazione a Dogtooth, il controverso e premiato film di Yorgos Lanthimos che nel 2009 portò la Grecia a Cannes con la Palma d’oro nella sezione Un Certain Regard e valse al regista una candidatura all’Oscar. La presenza di Passalis garantisce al film una credenziale artistica riconoscibile, un punto di riferimento per chi segue il cinema dell’area mediterranea e balcanica.

La premiere a Sundance e il percorso verso gli Academy Awards

Hold Onto Me ha debuttato nel 2026 nella sezione World Cinema Dramatic Competition del Sundance Film Festival, uno dei contesti più selettivi per il cinema internazionale indipendente. La presenza a Sundance non è un dettaglio marginale: significa che il film ha superato una selezione competitiva tra centinaia di opere provenienti da tutto il mondo, e che ha avuto modo di confrontarsi direttamente con la critica anglosassone e con il mercato internazionale.

Dal festival americano alla candidatura cipriota agli Oscar il passo è stato coerente con la traiettoria del film. La commissione cipriota ha evidentemente valutato Hold Onto Me come il titolo più adatto a rappresentare il paese nella fase di selezione internazionale, quella in cui ogni paese può presentare un solo film per la shortlist che precede le nomination ufficiali.

→ Leggi anche: Milcho Manchevski trionfa a Tokyo con Sister Brother Manhole Cover

Per accedere alle cinque nomination finali nella categoria Best International Feature Film, il film dovrà essere incluso nella shortlist che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences pubblica nelle settimane successive alle submission nazionali. È una fase altamente competitiva, in cui titoli provenienti da decine di paesi si contendono un numero limitato di posti.

Myrsini Aristidou e il peso del debutto

Dietro la macchina da presa c’è una regista che firma qui il suo primo lungometraggio. Myrsini Aristidou porta sullo schermo una storia che ruota attorno all’incontro tra un padre assente e una figlia che ha costruito la propria identità senza di lui — un terreno narrativo che il cinema ha esplorato in molte forme, ma che nelle mani giuste può ancora produrre risultati capaci di toccare il pubblico in modo diretto.

Il fatto che Aristidou abbia scelto di costruire il suo esordio su una dinamica relazionale così intima, affidandosi a un’attrice debuttante per il ruolo centrale, dice qualcosa sul tipo di cinema che intende fare: un cinema che privilegia l’autenticità della performance rispetto alla sicurezza del nome consolidato. È un approccio che richiede fiducia nel processo e nel materiale, e che Sundance ha evidentemente riconosciuto come meritevole di attenzione.

Per seguire gli aggiornamenti sulle submission internazionali agli Oscar si può fare riferimento a The Hollywood Reporter, che ha documentato la selezione cipriota con dettagli sul film e sul suo percorso festivaliero.

Che Hold Onto Me riesca a superare la fase di selezione e a entrare nella shortlist ufficiale dell’Academy è ancora tutto da vedere. Ma il solo fatto che Cipro abbia scelto questo film — un esordio, con un cast in parte anch’esso al debutto — come prima rappresentanza ufficiale nella storia degli Oscar è già una dichiarazione di intenti precisa: quella di un cinema nazionale che vuole farsi conoscere attraverso voci nuove, non attraverso formule già collaudate.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.